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I permessi lavorativi: la domanda e le condizioni

26 gennaio , 2011 17.41

I permessi lavorativi previsti dall'articolo 33 della Legge 104/1992 si ottengono, nel caso sussistano tutti i requisiti, dopo aver presentato formale richiesta e aver ricevuto la relativa concessione.
Anche in questo caso c’è una sostanziale differenza fra i dipendenti pubblici e i lavoratori assicurati con l’INPS.
In entrambi i casi, comunque, la domanda assume la forma di una autocertificazione in cui si dichiarano una serie di condizioni personali e del familiare cui si intende prestare assistenza: stato di handicap, parentela e affinità, dati anagrafici propri e del familiare e altre indicazioni, se richieste, relative alla continuità e all’esclusività dell’assistenza. Ulteriori indicazioni possono essere inserite rispetto alla modalità di fruizione (frazionata o per intero).

Nel comparto pubblico la responsabilità e la discrezionalità di accogliere le domande sono attribuite ai dirigenti dell’amministrazione di riferimento (solitamente l’ufficio personale o delle risorse umane) che verificano la correttezza sostanziale e formale delle richieste.
INPDAP e Ministero della Pubblica Amministrazione non hanno mai elaborato un modello unico di domanda dei permessi.

Per gli assicurati INPS il percorso è diverso. Innanzitutto l’INPS, nel proprio sito (www.inps.it, sezione “Moduli”), oltre che presso tutte le sedi periferiche, garantisce ai propri assicurati la disponibilità dei moduli necessari alla richiesta dei permessi e dei congedi lavorativi.
Bisogna però sapersi orientare.
Il modulo Hand 1 è riservato ai genitori o affidatari di minori. Il modulo Hand 2 è rivolto ai genitori, ai familiari di portatori di handicap maggiori di tre anni e ai coniugi. Il modulo Hand 3 riguarda i disabili con handicap grave che lavorano.
Modelli diversi sono previsti per la richiesta del congedo retribuito di due anni.
Tutti i moduli devono essere accompagnati dal modulo Hand Agr nel caso in cui il richiedente sia un lavoratore agricolo. Superfluo precisare che questi modelli non valgono per gli assicurati INPDAP. Tutti i moduli devono essere accompagnati dal certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992).
La domanda viene presentata all’INPS che ne verifica la sola correttezza formale e ne dà l’assenso. Va poi presentata anche al datore di lavoro cui, di recente, è stata attribuita la competenza di verificare la correttezza sostanziale per l’accettazione della domanda.
L’INPS ha precisato che una volta accolta la domanda non è più necessario ripresentarla annualmente a meno che le condizioni soggettive non siano modificate (esempio: la certificazione di handicap grave sia stata rivista o sia scaduta)

 

Domanda

La fruibilità dei tre giorni di permesso lavorativo mensile è concessa sia al padre che alla madre?
Il mio datore di lavoro afferma che il permesso tocca ad un solo genitore e quindi l'altro deve rinunciare per sempre a fruire di tale diritto. Sono un dipendente di un'azienda privata.

Risposta

L'INPS ha più e più volte ribadito che i permessi possono essere concessi - pur in modo alternativo - ad entrambi i genitori.
In particolare la Circolare INPS - 17 luglio 2000, n. 133 precisa al punto 2.2.: "Nel caso in cui, invece, entrambi i genitori siano lavoratori dipendenti, i permessi continuano a spettare ad entrambi, ma in maniera alternativa. Ciò significa che possono spettare indifferentemente alla madre o al padre, ma non con fruizione contemporanea, (...)."
Ad ogni buon conto, non è il datore di lavoro che deve decidere su tali aspetti, ma è all'INPS competente territorialmente cui spetta la decisione definitiva. Pertanto in caso di dinieghi non sufficientemente motivati o dubbi da parte del proprio datore di lavoro è bene rivolgersi anche all'INPS competente

 

 

Domanda
Sono una dipendente pubblica, assicurata INPDAP. Convivo con il mio compagno da circa tre anni. Il mio compagno è disabile grave ai sensi dell'art. 3 comma 3 della L: 104/92. Ho diritto ai permessi previsti dall'art. 33 della L.104/92?
Preciso che pur avendo il mio compagno dei familiari nessuno di questi intende prestargli assistenza.

Risposta
I permessi contemplati all'articolo 33 della Legge 104/1992 spettano ai soli parenti e affini fino al terzo grado, ferme restando le altre condizioni.
Stando quindi al testo letterale i permessi non sono concedibili nel caso di famiglie di fatto e a questa interpretazione si rifanno generalmente sia l'INPS che l'INDPAP. La questione è stata oggetto di alcune richieste di modifica normativa che finora non hanno sortito effetto